Volare con il parapendio e' emozionante ma non e' traumatico,il decollo e'molto simile ad una partenza in seggiovia ed una volta in volo e' come essere seduti, appunto, in seggiovia;anche chi soffre di vertigini puo' volare con il parapendio,in rapporto al numero di praticanti, c'e' un numero rilevante di pilotiche soffre di questo disturbo e tuttavia vola ad un eccellente livello
Per chi non se la sentisse comunque di volare da solo e' sempre possibile, presso i maggiori club effettuare voli in biposto come passeggeri; piloti espressamente abilitati, con vele progettate per lo scopo sono a disposizione per chiunque volesse provare.
La sacca contenente tutto l'occorrente per volare si trasporta agevolmente sulle spalle e puo' pesare dai 12 ai 25 chili.
Gli attrezzi fondamentali per volare sono tre: il parapendio (o vela), l'imbrago o piu' propriamente: selletta, ed il casco. Segue poi il paracadute di riserva, un accessorio non obbligatorio ma basilare per il raggiungimento della massima sicurezza, la filosofia e': non deve servire mai, ma deve esserci sempre.
La selletta e' fondamentale per il volo; che e' studiata per aiutarlo a controllare la vela oltre che con i freni, anche con gli spostamenti del corpo.
Il pilota e' trattenuto nell'imbrago (selletta) da delle cinghie, ed una volta allacciate non e' assolutamente possibile che il pilota possa sfilarsi; tra i controlli pre-volo il piu' importante e' sicuramente quello che le cinghie siano correttamente allacciate, il pilota che vola senza le cinture di sicurezza ha vita breve.
Con il Parapendio non ci si lancia come nel paracadutismo, ma si decolla come con gli aerei, il decollo si effettua generalmente da un dolce pendio dopo aver controllato che la vela si sia gonfiata regolarmente; se qualcosa non e' a posto (ad esempio un nodo tra i cordini), e' sempre possibile sospendere la corsa prima del distacco e frenare (stallare) la vela per impedire il decollo; una volta risolto il problema si ripeteranno le fasi di controllo pre-volo per un nuovo decollo.
Il decollo e' una fase critica che richiede la massima attenzione e concentrazione, ma se viene eseguito con la dovuta preparazione e cura, non presenta pericoli oggettivi.
Una volta in volo, l'unico rumore sara' quello del vento tra i cordini della vela; il parapendio non richiede doti atletiche, ma una considerevole capacita' di concentrazione e di equilibrio psico-fisico.
Lo sport del parapendio a livello turistico non e' annoverabile tra gli sport estremi, anzi, si potrebbe definire: lo sport piu' intenso dopo gli scacchi, perche' richiede al pilotauna grande capacita' di ragionamento e di saper controllare le proprie emozioni.
Lo stereotipo del pilota di parapendio non e' ne' Rambo ne' l'eroina di "TOMB RAIDER" tra i migliori piloti vi sono si' alpinisti ed ex paracadutisti, ma anche farmacisti, bancari ed operai metalmeccanici, molti dei quali felicemente sposati con figli.
Le giornate migliori per il volo sono quelle primaverili di leggera instabilita', cioe' con le nuvolette bianche nel cielo azzurro.
Il parapendio vola come un aliante, sfruttando le correnti ascensionali di aria calda che sono in grado di portare verso l'alto la vela (termiche), in una giornata di buona attivita' termica e' facile osservare numerosissime vele girare turbinosamente nella stessa zona come moscerini, in quel luogo c'e' sicuramente una 'termica'.
Una vela dalle caratteristiche normali scende (circa 4 Km/h), qualunque corrente ascensionale dell'intensita' di una leggera brezza, sara' in grado di farla salire.
Il parapendio si e' evoluto in modo radicale nei suoi 14 anni di vita, si e' passati dalla forma a materasso dei primi "otto cassoni" derivati dal paracadutismo a dei veri e propri velivoli dalla forma molto slanciata (allungata)
Per un profano puo' essere difficile distinguere un parapendio da un altro, ma come per le auto sportive: quanto piu' la sua forma a falce sara' affilata e stretta tanto piu' la vela avra' caratteristiche di volo migliori e richiedera' maggiore abilita' di pilotaggio.
I parapendio non sono tutti uguali, ma vi sono differenti categorie: non e' assolutamente ammissibile che un pilota con poca esperienza voli con un 'INTERMEDIO' o, peggio, ,con un, 'COMPETIZIONE', ne va della sua incolumita', solo un cammino gradule di esperienza lo portera' ad acquisire le capacita' per volare con ali piu' performanti.
La tendenza attuale e' quella di abbassare il livello massimo commerciabile delle vele alla fascia INTERMEDIA, che sono in grado di fornire prestazioni pari a quelle di prototipi da competizione di solo due anni fa ma con livelli di sicurezza tali da garantire l'incolumita' del pilota in qualunque situazione.
Le gare di parapendio sono simili ad una regata velica, i piloti devono compiere un percorso a boe su distanze che mediamente sono di 50 Km ma che possono superare anche i 100 Km, il vincitore sara' colui che raggiungera' l'arrivo per primo.